lunedì 9 febbraio 2015

LA PASSIONE DELLA NATURA: UN SAN VALENTINO SPECIALE

Ebbene si, i migliori afrodisiaci sono soprattutto erbe e vegetali, perchè dunque non rendere ancora più "speciale" l'imminente San Valentino sfruttandoli a nostro vantaggio?!
Innanzitutto, quali sono le caratteristiche che rendono afrodisiaco un determinato alimento? Partendo dal presupposto che la potenza dell'afrodisiaco è direttamente proporzionale alla nostra volontà che lo sia (quindi il fattore placebo è determinante per la "forza" dell'effetto finale), le qualità peculiari dei cibi (ed erbe) classificati come tali è quella di favorire la circolazione e di ridurre lo stress e migliorare l'umore; non di meno alcuni agiscono direttamente sul sistema ormonale, aumentando il desiderio e la fertilità.
Ecco di seguito i principali alimenti da sfruttare per organizzare una romantica, e passionale, serata di coppia....
MANDORLE e FRUTTA SECCA: sono considerati afrodisiaci per la loro ricchezza in termini di nutrienti, come vitamine A ed E, oltre alla presenza del ferro, utile per migliorare la circolazione sanguigna; le mandorle venivano nell'antichità correlate alla forma dei genitali femminili (e per questo esaltate), mentre le noci, ricche di arginina, che agisce da vasodilatatore aumentando l'afflusso di sangue anche nella zona pelvica, grazie a tale caratteristica sarebbero state chiamate "Viagra" naturale.
ASPARAGI: sono ricchi di vitamine del gruppo B, di potassio e di acido folico, che aumenta l'istamina, grazie alla quale si può raggiungere l'orgasmo più facilmente; venivano inoltre considerati afrodisiaci per la loro forma fallica.
AVOCADO: gli atzechi ne associavano la forma ai genitali maschili, successivamente i preti cattolici lo proibirono per il rimando ai genitali femminili, è sempre stato considerato un frutto afrodisiaco; i suoi pregi sono un alto contenuto calorico, una ricca quantità di acido folico, vitamine A,C e B6 (quest'ultima nota per aumentare la produzione di testosterone) e di potassio.
FRAGOLE: possiede diverse sostanze che stimolano l'organismo, tra cui minerali (ferro, calcio, fosforo, sodio, silice e bromo), vitamine C, B1 e B2 e alcuni acidi organici (acido salicilico, acido tartarico ed acido citrico). La loro forza sta tuttavia nel simbolismo sensuale che le accompagna, perchè rappresentano il frutto del piacere sin dai tempi antichi.
BANANE: è ricca di elementi energetici, come minerali quali magnesio e potassio e vitamina B; contiene inoltre bromelina, un enzima che aumenta la libido maschile e combatte l'impotenza. Oltre a questo, è ricca di triptofano, un amminoacido collegato alla serotonina, che migliora l'umore, allontanando lo stress. In passato era considerata simbolo di fertilità per la sua chiara forma fallica.
CIOCCOLATA: stimola il rilascio di dopamina, la sostanza che stimola la sensazione di gratificazione nel nostro cervello, allontanando stress e malumore; contiene inoltre, come la banana, triptofano, che aumenta il rilascio della serotonina e caffeina, che funge da stimolante. Agisce quindi soprattutto sul sistema nervoso, aumentando il piacere e, secondo alcuni studi, la voglia.
FICO: sono ricchi di flavonoidi ed antiossidanti, che possono aumentare la resistenza sessuale; tuttavia è la loro storia a renderli afrodisiaci, visto che sia gli antichi Greci li associavano all'amore ed alla fertilità.
ZENZERO: le sue virtù amorose riguardano soprattutto la sua capacità di stimolare la circolazione sanguigna, garantendo un maggior afflusso di sangue agli organi sessuali; per questa ragione in Asia viene considerato una spezia in grado di rinvivorire l'energia maschile tanto da essere indicato come "Viagra" naturale. Viene utilizzato come ricostituente e contro l'astenia sessuale.
PEPERONCINO: è l'afrodisiaco per antonomasia, difatti le sue proprietà ne fanno un potente vasodilatatore, che aumenta il flusso sanguigno, la temperatura e tonifica le pareti arteriose. Ricchissimo di vitamine, in particolare C ma anche A,B2,E,PP e K2, di minerali e di antiossidanti; la sua nomea afrodisiaca è anche frutto della capsaicina, la sostanza che lo rende piccante!
MACA: era usata dagli Incas che la consideravano divina e destinata al nutrimento dei nobili e dei guerrieri per la sua ricchezza di principi nutrienti, ha proprietà utili al sistema respiratorio, aiuta contro l'invecchiamento ed aumenta la resistenza muscolare. Oggi è utilizzata per il trattamento delle disfunzioni sessuali, in quanto pare stimoli la produzione di spermatozoi e la libido di ambo i sessi.
TARTUFO: si deve la sua presenza nei cibi afrodisiaci soprattutto per la sua esclusività, in quanto il principio attivo che lo renderebbe "amoroso" sarebbe l'androsterone, una sostanza ormonale dei maiali maschi che attirerebbe le scrofe, e quindi si è ipotizzato per analogia che sia lo stesso per l'uomo.
GINSENG: i suoi principi attivi, i ginsenosidi, pare abbiano un effetto simil-estrogeno e che stimolino la circolazione pubica, permettendo una maggior prestanza e risvegliando il desiderio sessuale di ambo le parti; anche questa radice è utilizzata in Oriente come sostituto naturale del Viagra.
GUARANA': è una pianta stimolante che in amazzonia veniva utilizzata come rinvigorente e tonificante; da allora è considerato un forte afrodisiaco, capace di migliorare le prestazioni sessuali e di rinnovare energia e desiderio.
FRUTTO DELLA PASSIONE: il nome è totalmente ingannevole, in quanto la "passione" cui fa riferimento non è quella amorosa ma quella di Cristo. Il nome gli fu dato dai Gesuiti che lo utilizzarono per spiegare la passione di Cristo agli Indiani che cercavano di convertire. Venne preso come esempio in quanto al centro della corolla del fiore, circondata di blu, si trova un groviglio di filamenti che ricorda una corona di spine, mentre il pistillo del fiore rimanderebbe ai chiodi della crocifissione.

Insomma, benchè la natura ci fornisca una gran quantità di alimenti considerati afrodisiaci, la realtà è che ci offre un sacco di espedienti e di consigli per realizzare qualcosa di un pò speciale da condividere con il nostro partner; l'afrodisiaco reale è infatti all'interno della coppia, e con questa consapevolezza preparate dei gustosi manicaretti in un ambiente confortevole, curandovi però di essere voi stessi l'afrodisiaco più importante. ^_^


giovedì 5 febbraio 2015

IL MEDIOEVO ALIMENTARE: LA COLAZIONE

La colazione è il pasto più importante della giornata e va fatto bello ricco.... FALSO!
La colazione è il pasto col maggior rischio ingolfamento della giornata e come tale va fatto il più leggero possibile (quando non saltato del tutto); immaginate il vostro corpo al mattino che si risveglia, dopo un bel riposo, lo vedete? Eccolo che, con calma, sta avviando tutte le funzioni cognitive e motorie proprie dello stato di veglia, un bel lavoro dopo essere stato a "riposo" per tutta la notte; di tutta risposta noi gli diciamo: "Visto che non hai niente di meglio da fare, ti fornisco tutta questa pappardella di roba da digerire, così mi dai energie!"...
In pratica, attraverso al colazione, noi diamo al nostro corpo del lavoro extra con la convinzione, invece, di stare facendo una cosa a lui gradita, per la quale ci ripagherà nel brevissimo periodo fornendoci un surplus energetico; non riesco a sottolineare l'assurdo della cosa: noi per ottenere una illusoria energia immediata inficiamo la funzionalità energetica del nostro organismo ,affaticandolo e ottenendo nei fatti il risultato opposto, ovvero quello di CONSUMARE energia, per la digestione dei cibi, ancor più gravosa vista la condizione di torpore dell'organismo.
In ausilio di queste affermazioni vi sono le caratteristiche dei cicli circadiani, di cui abbiamo parlato in un articolo precedente e che regolano i ritmi biologici di tutte le persone che seguono il ciclo giorno-veglia e notte-riposo; in base a queste conoscienze, noi sappiamo che la mattina, sino a mezzogiorno, il nostro organismo è nella fase di eliminazione, ovvero quella fase dove si ripulisce da scorie e residui del giorno precedente (e non solo). Introducendo del cibo prima di mezzodì, quindi, interrompiamo il naturale processo di depurazione fisiologico, che si rende tanto più necessario quanto meno è curata l'alimentazione o le proprie abitudini nutrizionali; attraverso il "digiuno della colazione" si possono eliminare tutta una serie di problemi minori che affliggono la stragrande maggioranza delle persone "occidentali", come ad esempio pesantezza, acidità di stomaco, stanchezza cronica, finanche nervosismo e stress, in quanto il prolungamento del processo di depurazione da cena al pranzo successivo favorisce una migliore pulizia dell'organismo, con conseguente aumento di funzionalità ed efficienza.
D'altronde, è l'etimologia stessa della parola che ce lo dice: colazione deriva dal termine latino collatio, ovvero "mettere insieme"; questi era il nome del pasto che si faceva riuniti alla sera, nulla a che vedere con la nostra usanza mattutina, anzi, era l'esatta descrizione del pasto serale, ovvero la cena! Era questi ad essere considerato il pasto più importante della giornata, quello nelle tarde ore pomeridiane prima del calar del Sole o subito dopo (a seconda delle stagioni e della latitudine); in tal senso ci vengono in ulteriore aiuto e conferma i ritmi circadiani, in quanto l'orario di "appropriazione" del cibo si trova tra le 12 e le 20, nel lasso di tempo nel quale in origine si consumava il pasto principale della giornata. Non stiamo neanche disquisendo del Mito della colazione (il mito nasce dal passato, dove la colazione non esisteva come la intendiamo noi), ma della scelta relativamente moderna di introdurre e valorizzare questo pasto sino ad osannarlo oltre ogni ragionevole beneficio; tradizione e cultura, ecco i moventi della colazione, sicuramente non benessere e salute nel senso assoluto del termine.
Detto questo, se proprio si vuole transigere per le più disparate ragioni, fosse anche solo il piacere del gusto, la miglior scelta ricade in bevande naturali, possibilmente centrifugati di frutta e verdura crudi, oppure in piccole dosi di frutta fresca; questi alimenti, vantando dei carichi calorichi e dei tempi digestivi inferiori, sono quelli che meno incidono (ma comunque lo fanno) sui nostri processi depurativi biologici mattutini, e che forniscono energia in tempi relativamente più brevi.


mercoledì 4 febbraio 2015

INSALATA "FERROSA"

Per concludere "l'inno al ferro" di questi ultimi articoli, ecco una ricetta deliziosa ricca di nutrienti e di questo minerale importantissimo, oltre che di vitamina C per favorirne l'assorbimento!

-Ingredienti per 4 persone-

- 100 g di foglie di spinaci ben lavate
- 100 g di tofu
- 80 g di pistacchi sgusciati
- 100 g di germogli di soia
- succo di un limone
- olio EVO
- salsa di soia
- cumino e curcuma
- sale e pepe qb.

Procedimento

1)Lavate bene le foglie di spinaci e mettetele in un'insalatiera capiente.
2)Tagliate a dadini il tofu ed aggiungetelo nell'insalatiera insieme ai pistacchi ed ai germogli di soia.
3)Spremete il limone e unitelo a 2 cucchiai di olio EVO e 2 di salsa di soia, mescolate sino ad ottenere una sorta di cremina con la quale condire l'insalata.
4)Aggiungete un cucchiaino scarso di curcuma ed uno di cumino, un pizzico di pepe e, se necessario, un pizzico di sale. Servite e gustate!

Buon Appetito!


martedì 3 febbraio 2015

IL FERRO

Per completare il post "ferroso", ecco una tabella con le principali funzioni del ferro e con gli alimenti vegetali che ne sono più ricchi!


lunedì 2 febbraio 2015

IL MEDIOEVO ALIMENTARE: VEG-ANEMIA

"Hai l'anemia? Allora devi mangiare la carne di cavallo!"
Quante volte avete sentito questa storia? Chiunque si sia trovato in carenza di ferro ha dovuto sorbirsi questa "diagnosi" dal proprio medico curante, salvo rari ed eccezionali casi; ma è la verità? Ovviamente no, o meglio, è anche vero che la carne è fonte di ferro, ma questo non ne priva tutti gli altri alimenti, anzi; alcuni alimenti vegetali non solo sono ricchi di ferro, ma altresì di un gran numero di altri nutrienti benefici, a differenza degli alimenti di origine animale, che presentano sempre al nostro organismo un conto molto salato per i pochi servigi offerti.
Tra il ferro presente nella carne ed il ferro presente nei vegetali vi è una sostanziale differenza, che porta, insieme ad altri motivi ben lungi da quello salutistico (in primis il grande mercato che accompagna l'industria della carne), a consigliare la prima ed ignorare i secondi; questa differenza si identifica nel "suffisso" EME.
Il FERRO EME è il ferro più biodisponibile, legato alle emoproteine muscolari e presente esclusivamente negli alimenti di origine animale (tranne che nei latticini), dove costituisce fino al 50% del ferro presente; sotto questa forma viene assorbito indipendentemente dagli altri elementi presenti.
Il FERRO NON EME è il ferro tipico dei vegetali (costituisce anche la restante parte del ferro presente negli alimenti animali), inorganico e meno biodisponibile, può trovarsi sotto forma di due differenti ioni, Fe2+ ferroso o ferro bivalente e Fe3+ ferrico o ferro trivalente; tra le due, la forma bivalente viene assorbita più facilmente. Attraverso il transito nello stomaco, i succhi gastrici favoriscono la riduzione dello ione Fe3+ in Fe2+ , questo comporta che in caso di alterazione dei processi digestivi e della composizione e secrezione dei succhi gastrici, l'assorbimento del minerale risulta ridotto.
Per riassumere, il ferro eme (animale) è maggiormente biodisponibile del ferro non eme (vegetale), che a sua volta si divide in ione Fe2+ , meglio assimilabile, e Fe3+ , meno assimilabile; questo porta a definire le seguenti percentuali di assorbimento da parte del nostro organismo: 2-10% del ferro fornito dai vegetali (non eme) e 10-30% di quello fornito dalle carni (sommando eme e non eme).
Tuttavia, tali discorsi non tengono in considerazione che vi sono diversi fattori concorrenti all'assorbimento di questo prezioso minerale, e che grazie a questi si possono sviluppare o debellare eventuali carenze, indipendentemente dalla forma nella quale lo si assume; ad esempio la vitamina C (acido ascorbico) e l'acido citrico contrastano l'ossidazione dello ione ferro, mantenendolo in forma bivalente ed aumentandone di molto la biodisponibilità. Il corpo moltiplica le sue capacità di assorbimento quando si trova in una condizione di carenza, cosa che avviene anche durante la gestazione, ed in queste situazioni l'assorbimento può arrivare anche a triplicarsi; in sostanza, più ferro abbiamo e meno ne assorbiamo, e viceversa. Anche l'attività fisica incide positivamente sulla sua assimilazione. In termini assoluti, la concentrazione di ferro nei vegetali risulta spesso maggiore di quella presente negli alimenti animali, ciononostante, per la sua natura interattiva con gli altri nutrienti, finisce per essere vittima di cattive abitudini che ne pregiudicano la resa, in particolare:
- I fitati e gli ossalati, di cui sono ricchi specialmente legumi, cereali integrali, spinaci e cacao, inibiscono l'assorbimento del ferro; per ovviare a questo problema è utile ridurne i livelli attraverso la germinazione, la lievitazione o la messa a mollo, così da ridurre la loro azione negativa, mentre per gli spinaci è utile aggiungere del succo di limone prima di consumarli.
- Dosi elevate di calcio e fosforo, latticini in primis, riducono considerevolmente l'assorbimento del ferro, così come alte presenze di zinco, perchè questi minerali competono tra loro.
- I tannini, presenti nel vino rosso, nel tè, nel caffè e nel cioccolato, influenzano negativamente l'assimilazione del ferro, pertanto è consigliabile assumerli lontano dai pasti; questi alimenti contengono inoltre polifenoli, che si legano al ferro rendendo ulteriormente più difficile per il corpo fruirne.
- Farmaci e condizioni patologiche che vanno ad influire sui succhi gastrici e sulla loro composizione, come ad esempio farmaci antiacidi, antibiotici, ipocloridria, sindrome di malassorbimento e dissenteria.
Per concludere, è un assunto completamente errato quello che per guarire dall'anemia, o per prevenirla, si debba necessariamente ricorrere alla carne, anzi, il fatto che bisogni seguire dei semplici accorgimenti per ottenere un congruo assorbimento di ferro dai vegetali finisce col responsabilizza il proprio stile alimentare, donando all'organismo una quantità superiore e ampiamente migliore di nutrienti, ed evitando le inesorabili problematiche legate al consumo della carne.


sabato 31 gennaio 2015

I BENEFICI DEI SEMI 2: LA FRUTTA SECCA

Dopo aver trattato i semi più simili al nostro immaginario di tale elemento, andiamo e vedere quella che comunemente viene chiamata frutta secca, ma che in realtà altro non è se non semi di fattezze differenti. In questa categoria troviamo: mandorle, noci, pistacchi, nocciole, pinoli, arachidi ed anacardi; sono ricchi di grassi insaturi (più salutari, omega 3 ed omega 6 in primis) e presentano un alto valore calorico, per cui è consigliabile assumerne con criterio (ogni 100 g contano circa 600 calorie, quindi meglio non mangiarle a completamento di un lauto pasto). Sono ricchissimi di sali minerali e vitamine, nonchè di proteine, ragion per cui vengono spesso consigliati a chi fa intensa attività fisica. Infine, sono ricchi di fitoestrogeni e fitosteroli, che aiutano reciprocamente ad affrontare mestruazioni e menopausa i primi e colesterolo i secondi. Facilita il transito intestinale, utile contro la stipsi e aiuta il fegato riducendo le infiammazioni.
Andiamo ora ad elencare col le rispettive proprietà questi gustosi alimenti.
Mandorle: sono ricche di proteine e di fibre, grazie alle quali vantano proprietà lassative; sono anche ricche di vitamine (soprattutto B2 ed E) e numerosi sali minerali (manganese, magnesio, rame, potassio, calcio e fosforo, in particolare sono i frutti secchi con la maggior quantità di questi ultimi due). Per le loro proprietà energetiche vengono spesso consigliate agli sportivi, ma anche in caso di forte stress mentale. Grazie alla presenza dei grassi insaturi, uniti alla vitamina E, attenua i rischi di patologie cardiocircolatorie.
Noci: sono le più ricche di grassi insaturi "buoni", e questo le rende il seme più calorico tra la frutta secca; troviamo una buona concentrazione proteica (con la presenza dell'arginina, utile per la prevenzione dell'alteriosclerosi), quantità rilevanti di minerali (fosforo, potassio, zolfo, rame, calcio, ferro, zinco, magnesio) e di vitamine (B1, B2, B6, E). Le loro proprietà nutrizionali le fanno consigliare per ridurre il rischio di colesterolo e malattie cardiocircolatorie, nonchè per prevenire malattie dovute alla carenza di zinco e forme tumorali.
Pistacchi: sono ricchi di vitamine (A, B1, B2, B3, B5, B6, C ed E), contano la maggior concentrazione tra la frutta secca in quanto a contenuto di ferro e potassio, ma sono anche ben forniti di calcio, fosforo, manganese e rame. Come gli altri, contano un ottimo apporto di grassi insaturi omega e di proteine, oltre ad altre utili sostanze tra cui spiccano gli isoflavoni, dalle proprietà antitumorali; grazie a questo spettro di nutrienti, i pistacchi sono indicati, oltre che per le patologie cardiovascolari ed il diabete, anche per prevenire il rischio di contrarre il cancro.
Pinoli: sono i più ricchi di proteine, ma presentano una concentrazione inferiore (benchè comunque presente) di minerali, quali manganese, magnesio, ferro, calcio, potassio, fosforo, zinco e sodio; contengono provitamina A, vitamina E, C, J, K e vitamine del gruppo B e una buona quantità di fibre. Sono consigliati come integratore energetico contro lo stress sia fisico che mentale, ma con un occhio ai quantitativi, data l'elevata concentrazione calorica.
Anacardi: contengono un’alta percentuale di acidi grassi insaturi, vitamine A, C, K, E e vitamine del gruppo B e proantocianidine, sostanze antitumorali; hanno buone quantità di rame e magnesio, oltre a calcio, fosforo, potassio, ferro, zinco e selenio. Proteggono, oltre al sistema cardiocircolatorio, il sistema oculare, e aiutano a contrastare gli effetti del diabete, del colesterolo, dell'osteoporosi e delle forme cancerose (soprattutto del cancro al colon).
Arachidi: sono... leguminose! Le classifichiamo comunemente come frutta secca ma in realtà sono sorelle di piselli, lenticchie e ceci; ricche di proteine quasi quanto i pinoli, presentano un'elevata concentrazione di fibre e di antiossidanti, come il resveratrolo. Vantano ottime concentrazioni di sali minerali (ferro, zinco, potassio, fosforo, magnesio, manganese, rame) e di vitamine del gruppo B, con presenza anche di vitamina E e PP; inoltre presentano un alto contenuto di arginina ed acido folico, insieme al coenzima Q10, utile per tutto l'organismo. Sono consigliate per contrastare gli effetti dell'invecchiamento e per energizzare l'organismo; i loro nutrienti aiutano a prevenire tumori, malattie cardiovascolari e malattie del sistema nervoso, aiutando anche nel trattamento delle emicranie.
Nocciole: sono ricche di vitamine, a partire da quelle del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6), vitamina C, K, J ma, soprattutto, di vitamina E; presentano diversi sali minerali (calcio, fosforo, potassio, manganese, rame, selenio, zinco, ferro e magnesio), ricche anche dei "soliti" grassi insaturi e con un apporto calorico elevato quasi quanto quello delle noci, che le rende molto energetiche. Grazie al connubio di vitamine C ed E, unito agli antiossidanti, forniscono un valido aiuto per contrastare l'invecchiamento e rinforzare l'organismo.



giovedì 29 gennaio 2015

CHICCHI RICCHI: I BENEFICI DEI SEMI

I semi sono presenti nella nostra alimentazione da tempo, conosciuti in parte sotto il nome di "frutta secca", ed i loro benefici sono ormai ampiamente riconosciuti; oltre a quelli che comunemente mangiamo (noci, nocciole, pistacchi, mandorle...), ve ne sono di meno rinomati, più simili alla nostra concezione di sementi, che altresì apportano notevoli proprietà benefiche al nostro organismo, soprattutto perchè, a differenza degli altri, non subiscono il dannoso processo di tostatura. In virtù del fatto di essere consumati crudi, forniscono un'ottima quantità di nutrienti come vitamine, minerali, proteine ed enzimi, sono ricchi di fibre e grassi salutari. La maniera più comune di consumarli è aggiungendoli alle insalate, ma si abbinano bene anche ai cereali ed alla pasta; in ogni caso, è consigliabile, come avviene anche per i germogli, non esagerare con questo "super-food", e conservarlo in maniera adeguata (in assenza di umidità). Andiamo ora ad analizzarli individualmente per scoprirne i pregi specifici.
SEMI DI SESAMO: sono tra i più conosciuti ed utilizzati, facilmente digeribili e molto nutrienti, sono ricchi di minerali, proteine e grassi insaturi (omega 3 ed omega 6). Per andare maggiormente nel dettaglio sul loro apporto minerario, forniscono: ferro, fosforo, magnesio, selenio, potassio, zinco, rame e calcio; grazie alla loro ricchezza in tal senso, sono molto utili per l'apparato scheletrico (quindi prevengono l'osteoporosi), per l'apparato cardiocircolatorio (che beneficia inoltre degli acidi grassi omega) e per il sistema immunitario (che beneficia del contenuto di zinco e rame). Sono inoltre una ricca fonte di vitamine del gruppo B. Sono l'ingrediente principale del Gomasio, che è un insaporitore giapponese utilizzato al posto del sale, utile per ridurne il consumo (in questo prodotto tuttavia i semi sono tostati).
SEMI DI LINO: sono rinomati soprattutto per l'olio, ma i semi, benchè difficilmente consumabili allo stato naturale (il loro duro rivestimento è di difficile digestione), sono ricchissimi di proprietà utili al nostro organismo; possiedono un alto contenuto di minerali (soprattutto fosforo, rame, magnesio e manganese), circa il 20% di proteine, una massiccia dose di acidi grassi polinsaturi (omega 3 ed omega 6) e diverse sostanze utili quali i lignani e la mucillagine. Per usufruirne è quindi preferibile triturarli, avendo cura di bere adeguatamente vista la loro proprietà di assorbire acqua sino a 6 volte il loro peso. Sono molto utili per contrastare la stipsi e le coliti, grazie al ricco contenuto di fibre e mucillagini, funzionali anche per i disturbi intestinali; il loro altissimo contenuto in lignani inoltre aiuta nella prevenzione del cancro, nella riduzione della placca arteriosclerotica e nella stabilizzazione dei livelli ormonali nelle sindromi premestruali e nella menopausa (sono fitoestrogeni). Per quest'ultimo motivo se ne sconsiglia il consumo alle donne incinte o che allattano, in quanto vi sono pareri discordanti sugli esiti nel bambino. In ultimo, grazie ,oltre che ai lignani, agli acidi grassi, aiutano il sistema cardiocircolatorio e prevengono le malattie cardiache. Un loro utilizzo utile in cucina è quello di sostituirli all'uovo come addensante unendo il trito ad un pò di acqua.SEMI DI CHIA: sono tra i cibi più salutari al mondo, ricchissimi di vitamine e minerali, fonte di proteine ed antiossidanti e tra i primi come quantità di acidi grassi omega 3; col loro consumo si possono lenire e migliorare moltissime patologie, soprattutto cardiopatie, diabete ed obesità. La sostanziosa presenza di mucillagini fa si che questi semi siano fortemente idrofili, assorbendo acqua sino ed oltre 12 volte il loro peso; questo favorisce il transito intestinale, contrastando la stitichezza, e non solo, data la commistione di questa caratteristica con la loro capacità depurativa, in questo transito raccolgono anche le tossine da eliminare. La gelificazione dovuta a queste mucillagini è inoltre molto utile per contrastare il diabete, in quanto il gel risultante, nello stomaco, rallenta la scomposizione dei carboidrati in zuccheri, evitando eventuali picchi glicemici; questo processo induce inoltre un maggiore senso di sazietà, prolungandolo, aiutando quindi nella perdita di peso. Sono ricchi di calcio, ferro, magnesio e potassio, aiutano ad abbassare il colesterolo e prevengono l'invecchiamento cellulare, grazie all'alto contenuto di antiossidanti.
SEMI DI ZUCCA: sono ricchissimi di elementi nutritivi, in particolare di magnesio, grazie al quale sono utilissimi per il nostro organismo (vedi il post precedente sulle proprietà del magnesio); inoltre presentano un basso contenuto di grassi saturi e di zuccheri, quindi sono indicati anche per fare degli spuntini durante la giornata. Oltre al sopracitato minerale, contengono buone quantità di magnesio, rame e zinco, sono inoltre ricchi di proteine, vitamina E, acido linoleico e di fitosteroli, sostanza utile ad abbassare il colesterolo. Sono inoltre ricchi di triptofano, precursore della serotonina, che favorisce un buon riposo al nostro corpo; infine, pare abbiano degli effetti antinfiammatori, per i quali sono stati utilizzati sin da tempi più antichi.
SEMI DI PAPAVERO: sono ricchi di manganese, calcio, grassi omega 6 e vitamina E; grazie a questo sono un valido aiuto per la salute dell'apparato scheletrico e per contrastare l'azione dei radicali liberi. Possiedono inoltre, come i semi di zucca, fitosteroli (utili per il colesterolo).
Grazie al loro blando effetto sedativo e calmante sono impegati come rimedio naturale verso ansia e stress, in aiuto al sistema nervoso centrale.
SEMI DI GIRASOLE: sono ricchi di vitamine A, D, E e di quelle del gruppo B (compresa la B12); sono ricchi di minerali (magnesio, ferro, zinco, manganese, potassio, calcio, rame e cobalto), grassi buoni e proteine. Tra i semi oleosi sono quelli col minor contenuto calorico.
Aiutano ad evitare l'insorgere di patologie cardiovascolari, regolano il colesterolo, sono ricchissimi di antiossidanti e grazie all'alto contenuto di B12 aiutano il sistema nervoso.
SEMI DI CANAPA: sono ricchi di vitamina E, di calcio, magnesio e potassio, tuttavia la loro caratteristica peculiare è quella di avere non solo una ottima dose di proteine, ma di possedere tutti gli amminoacidi essenziali contemporaneamente! Questo gli consente di essere considerati alimenti proteici completi, con i vantaggi del caso. Come gli altri semi, sono anch'essi ricchi di grassi polinsaturi buoni omega 3 ed omega 6, nella loro proporzione reciproca ottimale. Grazie alla loro presenza sono molto utili per contrastare e prevenire i disturbi di natura cardiovascolare e non solo, anche artriti, colesterolo e malattie respiratorie.